La scala che mi porterà a Te
avrà confini di tenera nebbia
sarà di sole,
quello dei giorni persi.

Non ci saranno viole nei contorni,
per tutte quelle soglie
che “erbose” son rimaste,
dentro ad un cuore altro
che tanto ti ha cercato
ma non sapeva osare
di chiedenti le pietre
di nuove costruzioni.

Voleva solo aprire
le porte già trovate
da vecchi e nuovi servi
regali come principi
per quel Tuo gusto pieno
di dare tanti onori
a chi non ne sapeva
per nulla trattenere.

Perdonami, Signore,
per non aver compreso
di fare solo posto
a luci di un tramonto
che avevi preparato
a luoghi già deserti,
nei quali rimanevo
credendoli il mio solo
sudario d’esistenza.

(6/07/2013)