Un uccello ferito
il mio cuore nel petto
che ricerca il suo cielo
per volare e ritmare
uno sbalzo di ali.

In quel cielo ritrovo
la mia prima bambina
che imparava a suonare
un respiro diverso
da più nodi strozzati
in quell’aria ritorta
che ora voglio slegare.

Le sue ali ricurve
come pieghe di veste
mi rintronano dentro
per le voci che sento
e che timbrano vuote
vasche piene di tempo.

Mi ritrova il tuo passo
atterrato e più saldo
che riporta quel cuore
ad un luogo di cura
dentro ad orme di sabbia
dove scorre altro tempo
di più fine Natura.